domenica 30 dicembre 2012

Chi prende i farmaci per mangiare alimenti nocivi?

Leggendo il titolo qualcuno può asserire che ho battuto la testa prima di scrivere questo post, ma se ci pensiamo bene, molte cose che siamo "incentivati" o "costretti" a fare giornalmente (dipende dai punti di vista) le rimanderemmo al mittente.



Leggendo un articolo su Ecoblog.it che riporto di seguito, ho pensato di inviare questo post a qualche mio amico, che fiero di non guidare l'auto, ha sempre sostenuto di risparmiarsi tali costi. L'amico aveva ragione circa la spesa diretta per l'utilizzo dell'automobile, ma evidentemente e ovviamente non considerava il costo indiretto che lo stato ci reimpone per altre vie.
Quindi spendiamo oltre il dovuto, inquiniamo e ci carichiamo di ulteriori costi per gli effetti collaterali.

Detto ciò, va sottolineato come, purtroppo, non ci sia, a parte le chiacchiere, una reale incentivazione alla produzione e all'utilizzo dei mezzi elettrici. Da qualche anno lavorando nel campo della riqualificazione energetica e delle energie rinnovabili ho toccato con mano i progetti e gli investimenti che molte aziende italiane hanno sostenuto per la green mobility.
Molti di questi imprenditori andrebbero glorificati per l'impegno, la passione e i capitali profusi, al contrario il governo non riesce a rallentare la dipendenza dall'oro nero!
Forse perchè qualche sceicco dovrà acquistare una nostra squadra di calcio? O forse perchè qualcuno non vuole rinunciare a tutte le accise che lo stato "intasca"?

Un abbraccio a Francesco Galanzino (post Un Milione di passi per GreenPeace del 26/07/2007) che da buon imprenditore sostenibile corre per Greenpeace.
          


Anche se non guidi, l’automobile ti costa parecchio, ben 750 euro all’anno pro capite, secondo il calcolo effettuato dalla Technische Univesität Dresden. Centri studi, case automobilistiche e assicurazioni sono attivi da anni nel quantificare i costi sul singolo proprietario ma in pochi, prima dello studio The true costs of the automobility tedeschi avevano affrontato l’aspetto, per niente secondario, dei costi per i non possessori. Già perché il costo pro capite, frutto della ricerca, comprende tutti i cittadini europei, dai neonati ai centenari, sui quali gravano i costi collettivi (ecologici ma soprattutto sanitari) connessi all’utilizzo di mezzi motorizzati.
Se da un punto di vista microeconomico il costo è di 750 euro, su scala macroeconomica gli oneri dovuti a inquinamento atmosferico e acustico ammontano a 373 miliardi ovverosia al 3% del PIL dell’Unione Europea. Eppure nei 27 Paesi dell’UE, gli Stati continuano a sovvenzionare l’industria dell’automobile per poi passare all’incasso con le esose tasse sulla benzina e sulle auto stesse.

In Italia, per esempio, la progressiva riduzione della rete ferroviaria locale ha costretto molti pendolari a riconvertirsi al trasporto su gomma, con la conseguente moltiplicazione delle spese di trasporto. Si è trattato di una scelta obbligata, in un contesto che per più di un secolo ha visto nell’automobile un simbolo di libertà e nel suo costo una metrica di definizione sociale.
In tutti gli Stati membri, comunque, il 2012 è stato contraddistinto da un pesante calo delle vendite. E cogliere al volo l’occasione per incentivare l’acquisto e favorire la produzione di veicoli elettrici e ibridi?

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